![]() |
![]() |
|---|
Pagina aggiornata al 13-11-2008 |
Decisione e gentilezza La pazienza è una cosa, ma ciò non significa lasciare fare al vostro cane quello che vuole. Siate quindi decisi quando impartite un comando. Se dite “sit” il cane deve sedersi. Anche se per errore date un comando sbagliato è molto meglio che il cane esegua il comando sbagliato piuttosto che pentirsi e cercare di correggerlo confondendolo. Ricominciate da capo impartendo il comando giusto. Siate perciò decisi, ma nello stesso tempo gentili. Se perdete la pazienza e vi dimostrate rudi con lui non servirà a niente pentirvi del vostro modo di fare sbagliato perché il cane non riuscirà a capire e più ancora non dimenticherà. Coerenza Il cane impara per gradi. E’ determinante che ciò che fate e dite sia coerente. Lui riconosce perfettamente le vostre abitudini e il vostro modo di fare siate pertanto semplici negli atteggiamenti e chiari nei comandi; le parole che usate sono “il grilletto” che innesca l’azione che gli chiedete di fare pertanto pensate bene prima di esprimervi e siate coerenti usando sempre gli stessi termini e lo stesso atteggiamento. Un fatto che merita attenzione è il modo con il quale gratificate il vostro cane quando si comporta correttamente. Se per esempio gli dite “bravo” al termine di un esercizio eseguito correttamente e gli dite sempre “bravo” quando gli permettete di andare libero, state certi che accomunerà la parola “bravo” con l’azione più piacevole per lui, quella di correre e giocare libero. Il risultato sarà che ogni volta gli toglierete il guinzaglio per inviarlo al riporto lui tenderà ad andarsene libero. A quel punto sarà quasi inevitabile una punizione o un rimbrotto con la conseguenza che avrete un cane confuso. Ecco l’importanza di usare comandi semplici ma logici. Rispetto La pazienza, la decisione, la gentilezza e la coerenza sono alla base del rispetto che dovete avere per il vostro cane. Capirete che è vero dal modo in cui vi guarda e vi dimostra l’entusiasmo di lavorare per voi. Se avete conquistato il suo rispetto e qualcosa durante il lavoro va storto avete certo sbagliato qualcosa: state procedendo troppo velocemente o non gli avete spiegato ciò che esattamente pretendete da lui. Per esempio, gli esercizi che riescono bene ad una certa distanza possono non riuscire con l’aumentare della stessa: a venti metri si siede al fischio con facilità, a trenta di colpo ignora il comando. Per questo è necessario aumentare la difficoltà per gradi, rinforzando l’apprendimento passo passo. Non pretendete da lui quello che dimostra di non aver capito, meglio ritornare al grado più facile che stressarlo con risultati negativi. Aiutate il vostro cane quando vi accorgete che ha bisogno di aiuto, ma lasciategli sviluppare, sia pur con moderazione, l’iniziativa e l’istinto naturale. Lo scopo è di creare un delicato equilibrio fra il complesso di energia e di risorse che gli sono proprie e il controllo richiesto dai vostri comandi. Concentrazione Siate sempre concentrati. Il cane vuole la vostra concentrazione e che la vostra attenzione sia completamente rivolta a lui: questo è possibile se se diventerete il centro di attenzione del vostro cane. Anche in questo caso se non vi sentite di essere concentrati o se vi sono motivi di distrazione per voi o per lui, meglio non addestrare. Un esempio tipico di deconcentrazione si verifica quando vi intrattenete con qualcuno mentre siete fuori con il vostro cane. Per non essere maleducati o senza pensarci, cominciate a parlare e vi dimenticate del cane perdendo il contatto mentale con lui che comincia a fare quello che vuole. Se la vostra attenzione è distratta o se desiderate fare una pausa, mettete il cane “in folle” passandogli il guinzaglio sulla testa. Manterrete così un contatto fisico con lui impedendogli di fare ciò che gli pare e piace. Abbiamo detto che la concentrazione deve essere reciproca, vostra verso il cane e del cane verso di voi: se tende a gironzolare invece di starvi vicino create interesse attirando la sua attenzione. Un buon sistema, quando il cane è distratto, consiste nel preoccuparlo magari nascondendovi così da fare in modo che vi debba cercare. Se tende ad andarsene in una direzione non giusta, voi dirigetevi dalla parte opposta richiamando la sua attenzione così che torni sui suoi passi e vi segua. Impartite i comandi solo quando vi sta guardando ed è concentrato. Quando il cane vi guarda con attenzione e segue ogni vostro movimento senza distrarsi e con il chiaro desiderio di obbedire ai vostri comandi, significa che state diventando il suo centro di attenzione, state diventando il “leader”. Attenti però ad usare la concentrazione in modo rilassato perché talvolta un eccesso di concentrazione può stressare il cane. Durante il lavoro cercate di non esternare il nervosismo che talvolta è dentro di voi perché verrebbe immediatamente percepito dal cane; se vi accorgete che sta sbagliando incoraggiatelo. Essere rilassati non significa perdere la concentrazione o non saper reagire. Non distraetevi quando pensate che l’esercizio è “quasi” finito: abbiamo visto cani lasciare il riporto sulla via del ritorno e mettersi a cercarne uno nuovo perché si erano accorti della disattenzione del conduttore. L’attenzione deve essere sempre viva fino a che il lavoro non è finito. Conoscenza ed Esperienza E’ un fatto che meno sappiamo e più siamo riluttanti ad accettare aiuto e consigli, e se ce li danno non li seguiamo, mentre chi più sa ricerca nuovi insegnamenti ed esperienze. Addestrando i cani non si smette mai di imparare perché essendo in gioco due animali – l’uomo e il cane – non esiste l’equazione che risolva tutti i problemi. Addestrare e condurre un cane va considerata più un’arte che una scienza perché non c’è un cane che sia uguale ad un altro ed il loro comportamento non è mai riconducibile a teorie o principi di base. E’ importante ricercare nuove conoscenze ed accrescere la propria esperienza indagando, leggendo, guardando con l’avvertenza che tutto deve essere messo in pratica con discernimento, perché quello che funziona per un’altra persona ed il suo cane può non funzionare con voi ed il vostro cane. Ricordatevi però che ogni momento che trascorrerete con il vostro cane sarà fonte di insegnamento perché è l’esperienza la migliore maestra. Calarsi nella parte Il vostro cane, salvo quando non sta bene, è sempre sé stesso pur interpretando i vostri modi fare e reagendo ad essi. Voi, invece, per ottenere i risultati che desiderate dal vostro cane dovrete calarvi nella parte rinunciando a certi comportamenti che vi sono propri. Con i cuccioli ed i cani giovani si deve esagerare sia nel modo di fare che nei toni di voce anche se non sempre è facile farlo specie se siete un po’ timidi o ritenete sciocco enfatizzare il modo di gratificare ed incoraggiare il cane o di esagerare il linguaggio del corpo per meglio fare comprendere un esercizio e per comunicare più intensamente con lui. Quando il cane prova piacere usa un leggero guaito o geme, se è irritato ringhia e quando richiede la vostra attenzione abbaia. Anche voi potete comunicare con lui attraverso diversi toni di voce che imparerà velocemente dal momento che equivalgono al modo di intendersi fra cani. Non dimenticate che le frasi sono incomprensibili per i cani, non sono infatti le parole che comprendono ma “come” vengono pronunciate. Provate a rivolgervi al cane dicendo “bravo” in tono minaccioso e vedrete nei suoi occhi la preoccupazione, così come se lo rimprovererete usando una voce gentile non mancherà di scodinzolare! Per indicare le direzioni o impartire i comandi sono necessari le braccia e le mani. Rinforzate questi segnali usando anche il vostro corpo: accentuate i segnali con la mano abbassandovi nella direzione indicata dalla vostra mano oppure sollevatevi in tutta la vostra altezza quando comandate uno “stop” o un “sit”. Le mani servono anche per premiare il vostro cane. Non sottraetevi dall’avere un contatto con lui, accarezzatelo, sollevatelo, scuotetelo, abbracciatelo, egli sa cogliere una molteplicità di segnali dalle vostre mani, è perciò importante che siano quelli giusti. Mi sono spesso chiesto se il cane percepisce le emozioni dal contatto con le mani dal momento che molti di loro le annusano e le leccano e forse sono in grado di avvertire se siamo felici, arrabbiati, nervosi, di cattivo umore o normali. Devo ammettere che se un mio cane mi ha disobbedito ed è stato rimproverato mi fa piacere se si avvicina e mi lecca la mano, ma mi chiedo anche se si tratta di una domanda di scusa, di sottomissione oppure per verificare se sono ancora arrabbiato con lui. Un 'altra parte del corpo che fa parte del gioco è il viso ed in particolare gli occhi. Il contatto visivo è essenziale per stabilire un buon rapporto durante il lavoro, ma anche in questo caso gli occhi devono essere usati adeguatamente. Pensate a due cani che manifestano aggressività, i loro occhi sono spalancati e si fissano intensamente, le labbra appena alzate per mostrare i denti, il collo inarcato. Ora pensate a voi che guardate il vostro cane che sta riportando un oggetto: con tutta probabilità, attendendo che il cane si avvicini a voi con il riportello, avrete un’espressione intensa, la bocca appena aperta che certo non sorride, il collo inclinato. L’aspetto generale è quello di una persona sicuramente tesa. Che sensazione pensate provi il vostro cane nell’avvicinarsi a voi? Dal momento che non siete in grado di comunicare il messaggio correttamente, non sorprendetevi se il cane vi gira intorno, si appiattisce al terreno, lascia cadere il riportello o si dilunga in una serie di azioni che peggiorano il problema. Gli animali quando dimostrano affetto socchiudono gli occhi, gli angoli della bocca sono rialzati come in un sorriso ed il corpo è totalmente rilassato. Se volete incoraggiare il vostro cane cercate di creare questa immagine e soprattutto usate la voce con un tono rassicurante. Sostenete il ruolo che favorisca il risultato che chiedete al vostro cane, ma fate attenzione a due cose. La prima: evitate di cercare di sostenere una parte che a causa dello stato in cui vi trovate non vi sentite di sostenere. In questa situazione è meglio lasciare il cane a casa, perché, indipendentemente da tutto, il cane se ne accorgerà e reagirà negativamente e voi reagirete in un modo in cui poi vi pentirete. La seconda: se il vostro cane commette un errore del tipo di allontanarsi evitate di blandirlo per farlo ritornare ed una volta sotto controllo lo punite. Il risultato sarà che in futuro il vostro cane difficilmente ritornerà da voi, indipendentemente dal tono di voce che adotterete. Per concludere, fate in modo di comunicare al vostro cane cosa intendete e cosa volete da lui. Siate coerenti nel modo di comunicare e agite per realizzare la massima confidenza con lui. Diventare un Leader Il cane è un animale diventato domestico ma ancestralmente proveniente dal branco. Infatti quando vengono abbandonati e non ritrovano il contatto umano, tendono a ricostituire il branco nel quale si impone un soggetto dominante che regola la vita di tutti i componenti. Anche il vostro cane ha quindi l’istinto di appartenere a un branco. La famiglia ed i suoi componenti sono parte del gruppo che lo nutre, lo fa lavorare e gioca con lui. Per un buon risultato dovete diventare il suo leader, anche se questa prerogativa non è quella che vi caratterizza in famiglia. Non è però sempre facile specialmente se il cane è un soggetto dominante. Il tipo tranquillo, sottomesso che vede in voi il protettore e la guida, che non vi perde mai di vista non è un problema, mentre il cane con un carattere indipendente deve essere tenuto sotto controllo perché tenderà a mettersi in competizione per conquistare una posizione di prestigio e se gli concedete un dito si approprierà dell’intero braccio. Determinante è dimostrare che siete il più forte. Tutti i comandi che impartite devono trovare esecuzione senza eccezioni e una volta che il cane capisce il comando deve ubbidire immediatamente. Mettetevi nei panni del vostro cane Non importa cosa pensiate del vostro cane non dimenticate però che è un animale con un livello intellettuale molto più basso del vostro. Come tale interpreterà le situazioni in modo diverso da voi come pure, a causa della sua altezza dal suolo, vedrà le situazioni e le azioni da un diverso punto di vista. Immedesimatevi con il vostro cane, provate a vedere le cose in questo modo, risolverete molti problemi. Il piccolo rialzo del suolo lì davanti, per il vostro cane è una collina che gli impedisce di vedere dove è caduto il selvatico. Il riportello che è caduto dalla parte opposta della siepe per un cane inesperto è lì vicino. Alle prime volte, un terreno pieno di cespugli spinosi è solo difficile da esplorare e fa male entrarci così come l’incontro con un selvatico vivo non è immediatamente interpretato dalla mentalità del vostro cane. Capita di imbattersi in un cane che ha visto cadere il selvatico ed una volta mandato a riportare continua a girare intorno senza raccoglierlo. Voi sapete perfettamente dov’è e addirittura a volte lo vedete ed il fatto che il vostro cane non lo trovi mette a dura prova la vostra pazienza, specie se siete in presenza di altre persone. Cosa è successo? Il cane in un primo momento ha marcato con gli occhi e con le orecchie, ma una volta arrivato sul posto passa ad usare il naso realizzando una fotografia generata dall’odorato. Se l’odorato è cattivo o se il selvatico giace in un posto difficile, un buco o un luogo con bassa propalazione degli odori, il cane non lo vede. Capitelo e non infierite su di lui. Nella maggior parte dei casi sta facendo tutto il possibile per portare a termine quello che più gli piace, riportare un selvatico. In questi casi un piccolo aiuto servirà a stabilire e rinforzare il rapporto con il vostro cane che capirà come, in momenti particolarmente difficili, uno sguardo verso di voi gli permetterà di completare il lavoro con successo. Siate convinti che il cane lavora per voi per cui dovete avere una particolare comprensione per il suo modo di fare. In situazioni come questa può presentarsi uno stato di tensione. Lo stress si manifesta in tanti modi: leccarsi le labbra, evidenziare il bianco degli occhi, fare cadere la coda, essere incerto nel muoversi. Se il vostro cane si trova in una di queste situazioni la sua concentrazione diminuisce drammaticamente per cui è molto meglio smettere di lavorare. Le cause dello stress possono essere molteplici: la presenza di altri cani o di persone estranee, il trovarsi in luoghi non familiari e, ancora più sovente, i vostri comportamenti incoerenti. Se vi siete resi conto del suo stato dovrete fare di tutto per calmarlo e superare quella tensione che gli procura pessimi comportamenti. Non punitelo assolutamente pena l’instaurarsi di un ciclo negativo sovente irreversibile. Vi sarà più facile individuare il problema cercando di capirlo e di pensare come lui ed insieme darsi da fare per risolverlo. Naso e fiuto E’ un argomento spesso trascurato, ma fondamentale nel lavoro e nell’addestramento. Per lungo che sia il tempo che dedicate a guardare il vostro cane non riuscirete mai a capire completamente la complessità del sistema che regola il suo fiuto. L’unica cosa certa è che siamo di fronte a qualche cosa di imprevedibile e che può cambiare da un momento all’altro. Al confronto del nostro potere olfattivo che si estende su un’area grande come due piccoli francobolli, la struttura complessa che presiede al fiuto del cane si espande su un’area della grandezza di un grosso fazzoletto. Questo fa comprendere quanto grande sia la capacità del cane di raccogliere odori da mille a un milione di volte più tenui di quelli percepibili dall’uomo. Se questo è possibile per qualunque cane pensate dove arriva il fiuto di quelle razze che sono state selezionate per questo scopo! Alcuni cani sembrano avere un istinto particolare per determinati odori ma il riconoscimento specifico è frutto di uno sviluppo progressivo. Un cane inesperto può anche imbattersi in un odore, ma non riscontrarlo e quindi abbandonarlo. Il naso ha lavorato bene, il cervello lo ha registrato, ma il cane non sa cosa farsene di quell’odore e come usarlo a suo vantaggio. In compenso vedere un cane che a caccia incontra un odore e lo riconosce è un piacere immenso. Subito resterà incollato al luogo dove si trova l’odore fino alla sua individuazione per poi rapidamente portarsi dove si trova la sua origine seguendo una misto di sangue, di fronde spezzate, di impronte o di un profumo della polvere da sparo che ha contribuito all’abbattimento. Si dice anche che un animale ferito emani, un odore drammatico, un odore diverso da quello che non è stato colpito. Quali che siano le spiegazioni, mi prende sempre uno stato di eccitazione quando guardo il cane usare il naso e il cervello per completare e per concludere il lavoro. E’ importante incoraggiare il cane durante l’addestramento ad usare il naso e acquisire esperienza facendo in modo che capisca quale importante patrimonio è il suo naso. Raccogliete sempre i riporti che siete in grado di vedere senza lasciargli prendere dal cane per non abituarlo a lavorare senza impegno. Lui si realizzerà in pieno solo quando ciò che deve riportare non si vede. Il naso è la sua qualità più preziosa che fotograferà lo stato e l’evoluzione delle situazioni trasformandosi in “occhi” non solo per lui ma anche per voi. Gli odori non sono mai decisi né è prevedibile sapere come si manifesteranno. Se il terreno è più caldo dell’aria l’odore tende a salire; se il suolo è gelido e duro l’aria tende ad essere più calda con il risultato che l’odore resta sul terreno. La temperatura del suolo e dell’aria possono provocare il movimento dell’odore e dare origini a larghi spazi o a linee che favoriscono la ricerca del cane. Qualcuno ha paragonato l’odore a qualcosa di visibile come il vapore o il fumo. In certi giorni sale, in altri si muove orizzontalmente ed in altri ristagna sul terreno sempre però senza regole fisse risultando in questo modo la sua individuazione estremamente complessa. Anche nei giorni più favorevoli vi imbatterete in sacche prive di odori o in terreni completamente senza effluvi, come pure in certi giorni gli odori saranno “nell’aria” (ne saranno avvantaggiati i Golden e i Flatcoated) in altri saranno “sul terreno” (Labrador e Spaniel ne trarranno vantaggio). L’esperienza insegna che l’odore è poco riscontrabile nelle condizioni climatiche estreme: molto caldo, molto freddo, molto bagnato. La conformazione del terreno, la presenza di fossi e di sentieri nonché di manufatti consistenti rappresentano un forte condizionamento nel riscontro dell’odore. Tutto questo insegna che è indispensabile per entrambi, uomo e cane, acquistare molta esperienza in argomento. Con un cane esperto dovrete fidarvi di lui: non mettetevi in concorrenza con le sue capacità perché quasi sempre lui ha ragione e – anche se può sembrare che stia sbagliando – raramente vi dirà una bugia deludendovi. I cani particolarmente dotati sentono non solo col naso ma anche attraverso la bocca, questi due organi unitamente al cervello performano insieme per dare al cane la giusta interpretazione dell’odore. Va ricordato che, specie alla fine di una giornata di lavoro intenso, gli organi dell’odorato ed il cervello possono essere affaticati con il risultato che il vostro cane renderà di meno e potrà accusare qualche problema. Adattarsi l’un l’altro Per addestrare e per lavorare uomo e cane devono formare una squadra con uno scopo comune, al quale tendere reciprocamente: entrambi i comportamenti e i caratteri devono adattarsi l’un l’altro. Così come con le persone accade che, pur senza particolari motivi, non ci si trovi a proprio agio, anche con i cani può capitare di non riuscire a stabilire il giusto rapporto. Se non ci sono i presupposti per creare il coinvolgimento vi troverete solo e continuamente a sottolineare e a scoprire errori nel suo modo di operare e, vi assicuro, non è una cosa piacevole. Se la chimica non aiuta la formazione di questo particolare “composto” la cosa migliore è di separarsi o di abbandonare il progetto “lavoro”. Questa considerazione può sembrare eccessiva, ma se la vostra intenzione è di avere un cane da lavoro, questa è la soluzione giusta per entrambi. Il connubio con il vostro cane può durare dieci, quattordici o più anni, se non siete fatti uno per l’altro equivarrebbe a vivere una vita di problemi e di reciproche insoddisfazioni. |
Lavoro Eventi Eventi